2 Novembre Nov 2019 0934 13 days ago

Norme attuative Settore Giovanile 2020: ecco le novità

Fabrizio Cazzola, presidente della Commissione Giovanile, spiega nel dettaglio tutti i cambiamenti alla luce dell'approvazione e validazione delle norme per il 2020

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Alla luce dell’approvazione e alla validazione delle norme attuative 2020, il Consiglio Federale - nella persona del presidente della commissione giovanile Fabrizio Cazzola - vuole spiegare nel dettaglio tutti i nuovi cambiamenti. Un percorso che ha visto tutti i membri della commissione giovanile molto attivi e propositivi nell’esprimere idee e migliorie, a cui vanno i doverosi ringraziamenti da parte di tutto il settore per il lavoro svolto. Le nuove norme attuative 2020 sono un ritorno al passato, ovvero alla tessera a spunta che permetteva un numero limitato di gare endurance, promuovendo e incentivando la vera attività promozionale.

Da dove è iniziato il vostro ragionamento e lavoro?
Il nostro lavoro è iniziato dai numeri: nel 2018 hanno partecipato alle gare FCI circa 10.750 bambini, considerando come campione utile tutti gli atleti che hanno svolto almeno 5 gare ci ritroviamo con circa 7.980 tesserati che nel 2018 hanno svolto un’attività ciclistica compresa tra le 5 e 50 gare. Fin qui nulla di preoccupante, ecco allora arrivare alle note dolose: da un’analisi ancora più dettagliata ci si accorge che 1.617 ragazzi, ha svolto nel corso dell’anno più di 25 gare, dato alquanto preoccupante se si pensa che l’attività prevalentemente svolta era la Strada, il Cross Country e lo Short Track tralasciando completamente l’attività promozionale. Ci ha fatto riflettere poi il fatto che circa 70 atleti hanno svolto più di 45 gare (circa 2 gare a week end). Da qui è partita la riflessione da parte della nostra struttura, condivisa poi con i colleghi alle riunioni intersettoriali, di limitare l’attività d’endurance e rimettere al centro l’attività promozionale.

Perché 28 gare?
28 come il numero di domeniche disponibili nel calendario 2020, 28 un numero che da comunque il via ad una limitazione che mette in primo piano la salvaguardia dei nostri giovani atleti e che dà alle nostre società, la base del movimento, la gestione dei calendari degli atleti dal 1 gennaio al 31 dicembre. Siamo arrivati a questo numero facendo delle considerazioni di massima che sono state condivise con tutte le strutture giovanili regionali nel corso di una riunione svoltasi a Matera nel mese di aprile. Nel 2018, tra aprile e settembre, abbiamo avuto 27 domeniche, nel 2019 invece 26 domeniche. Considerando che in molte regioni nei mesi di febbraio-marzo e ottobre-novembre il calendario dello short track è molto attivo, abbiamo definito 28 come numero di gare ideali per un atleta giovanissimo. Numero condiviso ed approvato da tutte le strutture regionali giovanili.

Come verranno gestite le 28 gare e l’eventuale blocco?
Il fattore K, il sistema informatico e di gestione della nostra federazione farà da filtro e di domenica in domenica aggiornerà il numero di gare di ogni singolo atleta. Verrà considerata come gara ogni volta che l’atleta risulterà regolarmente iscritto. Il meeting nazionale verrà considerato come gara unica e le gare annullate per maltempo saranno depennate dal computo totale.

Perché ampliare il calendario strada e cross country di altre due domeniche ad ottobre?
Anche in questo caso abbiamo condiviso e valutato le esigenze degli ultimi anni, queste due domeniche sono da considerare come bonus da utilizzare nelle regioni con attività intensa per i recuperi dovuti al mal tempo mentre per le regioni dove il caldo estivo è molto intenso e che necessitano di una sospensione dell’attività per svolgere un calendario più ampio permettendo ai ragazzi di correre con temperature adeguate all’età.

Lo Short Track inserito tra le discipline definite endurance?
Tra le 28 gare sono inserite anche tutte le prove di short track che naturalmente si possono svolgere in tutto il periodo dell’anno e che sono il punto di partenza per la multisciplinarietà. Nel corso degli ultimi anni lo Short Track ha avvicinato molto il mondo della strada a quello della mtb tracciando un ponte che ha traghettato molti ragazzi e società in quella che è la vera dimensione dell’attività giovanile, facendo acquisire a molti ragazzi abilità fondamentali per la loro crescita. Lo Short Track ha preso piede in tutte le regioni d’Italia ed è stato anche l’ago della bilancia per aumentare di molto l’attività dei nostri giovani atleti. E’ una disciplina molto importante che non vogliamo assolutamente perdere, dobbiamo solo far si che ritorni ad essere il vero avvicinamento tra le discipline.

Sono sicuro che il nostro movimento è sulla strada giusta, le linee guida dettate dalla nostra federazione sono corrette se saremo intelligenti e riusciremo a capire che la promozione è più importante di una vittoria. Sicuramente costruiremo un movimento e degli atleti abili e in grado di svolgere tutte le attività che il nostro panorama ciclistico presenta.