21 Marzo Mar 2018 0934 4 months ago

"SICURI IN BICICLETTA": ad Ancona la prima tappa del progetto

Quasi 100 i giovani atleti presenti all'incontro formativo a cura di FCI e Fondazione ANIA, con la collaborazione di Polizia di Stato e MIT

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Ancona (21/03) - "Ci vuole veramente poco per aumentare molto la nostra sicurezza sulla strada". Un messaggio tanto semplice quanto importante, lanciato ai giovani ciclisti sabato 17 marzo ad Ancona durante il primo incontro formativo di "Sicuri in bicicletta". Una lezione a cui hanno partecipato quasi 100 ragazzi, accompagnati da genitori, tecnici e dirigenti delle società ciclistiche delle Marche.

Ha preso ufficialmente il via il progetto dedicato all'educazione stradale a cura della Federazione Ciclistica Italiana e di Fondazione ANIA, in collaborazione con la Polizia di Stato ed il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, presentato in anteprima lo scorso 14 febbraio nella sede del Coni a Roma. Un esordio più che positivo, che ha fatto da apripista ad un ciclo di meeting formativi dedicati alla bicicletta ed al suo utilizzo su strada.

Ordine del giorno: i comportamenti più corretti da tenere in bicicletta, l’importanza della visibilità, dell’attenzione e del rispetto reciproco. Temi introdotti da Maurizio Luzzi del Settore Tecnico Giovanile Nazionale e dal Presidente del CR Marche della FCI Lino Secchi, approfonditi poi dal Consigliere Nazionale FCI Maurizio Ciucci, da cui nasce l’idea di tutta l’iniziativa. Ma non solo: nucleo centrale dell’incontro sono state le testimonianze dirette ed alcuni video tutorial creati ad hoc per questa campagna dedicata alla sicurezza stradale.

“Confidiamo che questo progetto, dedicato ai ciclisti, possa aiutare davvero tutta la categoria ad evitare rischi o incidenti” hanno spiegato i responsabili della Fondazione ANIA. E ancora: “La nostra intenzione è quella di puntare l’attenzione sull'importanza della visibilità dei ciclisti su strada, e sula responsabilizzazione di tutti gli utenti, in modo particolare di coloro che sono protetti da un abitacolo. Il rispetto reciproco su strada è un tema fondamentale, e siamo contenti di essere partecipi ad una campagna di sicurezza importante non solo per i piccoli ciclisti di oggi, ma anche per gli automobilisti di domani”.

E per far sì che la strada non sia più un rischio per nessuno, c’è un solo modo: insegnare. “Le vittime della strada sono considerate un problema inevitabile: ma non deve essere così” ha sottolineato Silvia, sorella di Michele Scarponi, testimonial dell’iniziativa in questa prima giornata di corsi. Che aggiunge: “Le nostre sono strade costruite pensando ad un solo utente, quello forte. Ma sulla strada hanno diritto di transitare anche i ciclisti e i pedoni. Andare in bici porta dei benefici quotidiani, vuol dire vincere la sedentarietà e creare rapporti sociali. Ma anche allenarsi, per restare in forma o per competere. Andare in bicicletta è anche un mestiere, ed era il mestiere di Michele.

Noi chiediamo questo: che ciclisti e pedoni vengano rispettati come legittimi e pari utenti della strada. Ed è per questo che è così importante insegnare ad andare in bicicletta nel modo corretto sulle strade: bisogna insegnare le regole del codice stradale anche ai ragazzi”.

La strada, infatti, non è una semplice lingua d’asfalto in cui misurarsi solo con se stessi. Lo sa bene Fabio Santone, massimo Dirigente della Sezione Polizia Stradale di Ancona, che nel suo intervento ha voluto prima di tutto fare un invito a “tutelare e tutelarvi, poiché la strada è il luogo in cui vi allenate: la strada sta a voi come il ring sta ad un pugile. E dovete conoscere il vostro ambiente” il consiglio del Comandante Santone ai giovani atleti. E ancora: “La strada è il luogo in cui coesistete con persone che non conosci, è il luogo in cui spesso l’apparenza di quello che voi volete fare è più importante delle reali intenzioni. Sulla strada non è importante quello che avete dentro: quello che conta è ciò che gli altri percepiscono. Bisogna imparare a prevedere il comportamento degli altri e conoscere al meglio le norme di circolazione”.

L’incontro è andato avanti con Alessandro Zadra della Polizia di Stato e Daniele Fiorin, Direttore Tecnico Nazionale Giovanile, che hanno proiettato e poi commentato assieme ai ragazzi i video tutorial realizzati per il progetto, in cui sono descritte le manovre più corrette da eseguire quando si gira in bicicletta su strada, sia durante un allenamento sia durante uno spostamento quotidiano. Spazio ancora all’agonismo, poi, con l’ultimo intervento della giornata a cura di Egiziano Villani, componente della Commissione Direttori di Corsa e Sicurezza FCI, che ha spiegato l’importanza dell’attenzione costante, del rispetto dei ruoli e della conoscenza delle regole anche durante le gare su strada.

A tutti i partecipanti è stato consegnato un opuscolo informativo che riepiloga le principali regole da rispettare quando si va in bici ed una pettorina ad alta visibilità. A fine giornata, tutti in posa con indosso il nuovo accessorio. Spazio, poi, al commento del giovane pubblico: “Oggi ho imparato che andare in bicicletta sulla strada non vuol dire solo saper pedalare”. Dunque, messaggio ricevuto.

Valentina Vercillo
Comunicazione FCI
in collaborazione con Fondazione ANIA